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"Il sentire mimesico può essere molteplice: p. es. uno scultore può sentire le sue forme in sé senza sentire altra materia che la propria persona. Un altro può sentire le forme come espresse da sé fuori di sé in una specie di parto. Un atlro può suscitarle solo con la forza del suo gesto". (Orazio Costa, Quaderno II-353)
Con queste parole - che risalgono ai
primi anni '50 - Orazio, per la prima volta individuava nella mimica il
cuore dell'attività artistica e del sentire estetico: non esiste
arte senza un atto mimico, più o meno cosciente. L'idea che la mimica
sia alla radice non semplicemente dell'attività dell'attore ma di
qualsiasi produzione artistica non verrà mai abbandonata da Orazio.
Al contrario essa diventerà sempre più importante e definita
nel suo pensiero e, negli ultimi anni della sua vita progettò la
"Schola Coronaria Ars una", che nelle sue intenzioni sarebbe dovuta essere
una scuola rivolta alla preparazione alle arti mediante la mimica.
In tempi più recenti altri
aspetti della mimica sono stati tuttavia posti in luce. In primo luogo
il rapporto tra mimica e semantica (l'idea cioè di cogliere nell'atto
mimico la radice del significato dei concetti); in secondo luogo il rapporto
con la neurologia.