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Il Giorno, 16/3/1987

Due cortei senza armi 

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Processo Ramelli, oggi l'esordio
Due cortei senza armi
I missini, sfilando davanti al palazzo di giustizia, ricorderanno il militante del Fronte della gioventù ucciso nel '75 - presidio demoproletario a piazza Fontana - Schierate nel mezzo le forze dell'ordine

        Oggi, come negli anni 70, Milano tornerà a vivere per qualche ora momenti che sembravano dimenticati. Verso le 9, dopo un'assemblea nella sede di via Mancini, un corteo di giovani missini sfilerà per le vie del centro raggiungendo prima Palazzo di giustizia, dove si pare il processo agli imputati dell'omicidio Ramelli, e poi via Amadeo dove, nel marzo del 1975, venne ucciso a colpi di chiavi inglese lo studente di destra. Contemporaneamente in piazza Fontana, uno dei luoghi simbolo dell'impegno antifascista, verrà organizzato un presidio dei militanti di Democrazia proletaria.
        Le forze dell'ordine si schiereranno nel mezzo, è probabile comunque che non succederà nulla. Nessuno dei due gruppi infatti cercherà lo scontro perché si tratterà soprattutto di manifestazioni simboliche e perché il clima degli anni 70, quello degli assalti ai bar considerati covi e dei pestaggi a suon di Hazet 36, non esiste più e difficilmente potrà ripetersi.

        Se una volta si parlava di vendetta, oggi si parla di giustizia e de durante il mese e mezzo di agonia del giovane Ramelli vi furono sciacalli che minacciarono i suoi genitori, oggi i responsabili di quell'omicidio scrivono una lettera alla madre del ragazzo chiedendo il perdono. È questo il clima vero in cui inizierà il processo agli ex militanti di Ao davanti alla seconda Corte d'assise.

        Un dibattimento che inevitabilmente riaprirà vecchie ferite perché degli anni dell'impegno e del "movimento" verranno ricordati soprattutto gli episodi più cruenti, quelli che, come è ben descritto nei rinvii a giudizio dei giudici istruttori Guido Salvini e Maurizio Grigo, provocarono forti crisi di coscienza in molti "militanti" e rigetti per una battaglia politica che sfociava sempre più spesso in cieca violenza. Omicidio volontario, tentativo di omicidio plurimo, sequestro di persona, associazione sovversiva, danneggiamento: sono questi alcuni dei reati contestati alle 24 persone, quasi tutte del servizio d'ordine di Avanguardia operaia e dei Caf, che dovranno essere giudicate.
        Dieci sono gli imputati accusati di concorso nell'omicidio Ramelli. Si tratta di ex studenti di medicina oggi diventati seri professionisti con famiglia, oppure esponenti politici di partiti rappresentati in Parlamento. Alcuni di questi, assieme ad altre nove persone, tra cui uno dei dirigenti nazionali di Democrazia proletaria, Saverio Ferrari, che dovranno rispondere dell'assalto al bar di largo Porto di Classe avvenuto nel marzo del 1976.

Paolo Colonnello
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