ÿþ<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN"> <html xmlns:v="urn:schemas-microsoft-com:vml" xmlns:o="urn:schemas-microsoft-com:office:office"> <head> <title> Il Progetto Francesca da Rimini: violenza di genere e femminicidio </title> <meta name="Description" content="Pagina principale del progetto Francesca da Rimini"> <meta name="KeyWords" content="Progetto francesca da rimini, femminismo, teatro, coro drammatico renato condoleo, CDRC, uccisione delle donna, rapporto di coppia, violenza, donna"> <meta name="revisit-after" content="7 days"> <meta name="document-classification" content="theatre"> <meta name="GENERATOR" content="MSHTML 8.00.6001.18939"> <meta content="text/html; charset=unicode" http-equiv="Content-Type"> <meta http-equiv="Content-Language" content="it"> <style type="text/css"> A:link { color#999999 ;text-decoration : none} A:visited {color: #999999; text-decoration :none } A:hover {color: #FF9900; text-decoration : none } A:active {color: #FF9900; text-decoration : none } .style1 { background-image: url('gradientgiallovero.jpg'); 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</span> <a href="index5.html"><span class="style4">metodo mimico</span></a><span class="style4">| </span> <a href="francesca.html"> <span class="style4">francesca da rimini </span> </a> <span class="style4">| </span> <a href="index.html"> <span class="style4">archivio eventi</span></a><span class="style4"> | </span> <a href="index7.html"><span class="style4">archivio ramelli</span></a><span class="style4"> | </span> <a href="index6.html"> <span class="style4">archivio testi </span> </a><span class="style4">| </span> <a href="multimed.html"><span class="style4">multimedia</span></a> </span></strong></td> </tr> </table> </td> </tr> <tr> <td class="style2"> <table style="width: 30%; float: left;" class="style6"> <tr> <td style="width: 196px" class="style17"> <p style="width: 210px"><span class="style4"> <a class="style27" href="index.html">h<strong>ome</strong></a></span><strong><span class="style4"><span class="style14"><br> <a href="francesca.html">Progetto Francesca da Rimini</a></span></span></strong></p> <strong><span class="style26"> <a href="francesca/mortedelladonna.html">L&#39;omicidio nella coppia</a><br> <a href="francesca/colpocoda.html">Le Cause: il colpo di coda</a><br> <a href="francesca/pregiudizi.html">Le Cause: alcuni pregiudizi</a><br> <a href="francesca/culturamaschile.html">L&#39;impero della cultura maschile</a><br> Patologia umana e patologia culturale<br> <a href="Spettacoliprogetto.html">Gli spettacoli del progetto</a><br> Il manifesto programmatico<br> Materiale multimediale sul progetto<br> Archivio<br> Quel che ci piace<br> Seppelliamoli con una risata<br> Chi era Francesca da Rimini<a href="lab2011.html"> </a></span></strong><p style="width: 210px"> <strong><span class="style8"><a href="news.html"> <img alt="le news del CDRC" longdesc="vai alle news sulle iniziative del CRC" border="0" src="Pics/news.gif" width="59" height="19"></a><a href="login.html"><img alt="accesso alle funzioni personali del sito" longdesc="accedi alle funzioni peronali del sito, come amministrazione, archivio dati, posta elettronica eccetera" border="0" src="Pics/LOGIN.gif" width="65" height="20" class="style12"></a><br> </span><span class="style12"><span class="style10"> <span class="style8"> <a href="http://www.facebook.com/search.php?q=cdrc&amp;init=quick&amp;tas=search_preload#!/profile.php?id=100000082856734"> <img alt="la nostra pagina facebook" longdesc="da qui si accede alla pagina facebook del cdrc" border="0" src="Pics/fb.gif" width="39" height="25" class="style12"></a><a href="http://www.youtube.com/user/CDRCFirenze?feature=mhum">&nbsp;<img alt="il notro canale youtube" longdesc="da qui si accede al nostro canale youtube" border="0" src="Pics/yt.gif" width="53" height="27"></a><br> <a href="http://www.myspace.com/553350768"> <img alt="accedi alla pagina su Myspace" longdesc="accedi alla pagina del CDRC su MySpace" border="0" src="Pics/untitled.bmp" width="30" height="27" class="style13"></a>&nbsp;<a href="http://twitter.com/#!/CDRC_Firenze"><img alt="pagina del CDRC su Twitter" longdesc="vai alla nostra pagina su Twitter" border="0" src="Pics/twitter_icon1_000.png" width="26" height="18" class="style10"></a> </span><span class="style7"><span class="style8"> <a href="newsletter.html">&nbsp;<img alt="la nostra newsletter" longdesc="iscriviti alla nostra newsletter" border="0" src="Pics/newsletter.gif" width="24" height="23"> </a></span></span></span></span><span class="style8"> <span class="style12"><a href="index11.html"> <span class="style10"> <img alt="contatti" longdesc="mettiti in contatto con il CDRC" border="0" src="Pics/contatti.gif" width="27" height="24"></span></a></span></span></strong></p> </td> </tr> </table> <font size="4"> <div class="style5"> <center><b><font size="+3">Il progetto Francesca da Rimini<img alt="Francesca da Rimini" longdesc="il logo del Progetto Francesca da Rimini" src="http://www.cdrc.it/Pics/francescadariminitrasp.gif" width="149" height="250" style="float: right"></font></b></center> <dl> <dt></dt> <dt class="style9">Il progetto Francesca da Rimini, frutto di 3 anni di lavoro e di ricerche, è il punto di partenza del CDRC per sottoporre alla pubblica attenzione un tema che riteniamo cruciale e che ottiene ben poca attenzione: la <b> morte della donna nel rapporto di coppia</b>, ovvero l&#39;omicidio della donna causato dal marito o dal fidanzato attuale o pregresso. Il progetto Francesca da Rimini intende presentare questo tema come una vera e propria <b>emergenza sociale </b>e diffondere, mediante il teatro e altri strumenti multimediali, la coscienza dei rischi che tale emergenza comporta, affinché possano porsi in atto misure capaci di arginare tale fenomeno.</dt> <dt class="style29">Il progetto non si limita ad affrontare il generico tema della violenza nei confronti della donna; piuttosto si concentra su un particolare tipo di violenza  che è senz altro il più grave-: l uccisione della donna all interno del rapporto di coppia, sia esso regolare o occasionale, passato o presente.&nbsp;E sufficiente una approfondita analisi sui quotidiani degli ultimi anni per prendere atto che il tema è di scottante attualità in Italia e in Europa, al punto da far parlare di vero e proprio allarme sociale. <o:p>&nbsp;</o:p>A fronte di questa situazione si deve denunciare una scarsa coscienza collettiva riguardo al fenomeno. E vero che ogniqualvolta che la pubblica opinione viene informata di casi del genere essa ne viene commossa e addolorata. Ma quasi mai si cerca di approfondire le ragioni e i limiti culturali che stanno sullo sfondo di questi eventi. Di rado si va oltre alla compassione per la vittima e non mancano persino casi in cui il comportamento dell aggressore viene compreso o addirittura giustificato. Ed è sin troppo facile rintracciare il dolore dietro atti del genere o inventare nevrosi che possano far passare il carnefice da vittima. <o:p> </o:p> </dt> </font> <dt class="style9"> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"> <span style="" class="style28">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span> <font size="4"> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;" class="style28"> Al riguardo vale la pena di considerare la differenza con cui l opinione pubblica tratta due diverse fattispecie: il caso dell uomo che uccide la propria donna e quello della donna che uccide il proprio uomo; ebbene tutti concorderemo nel rilevare che nel secondo caso la pubblica opinione mostra un interesse decisamente più marcato e i casi  relativamente rari  di donne che uccidono il proprio marito sono oggetto di pubbliche discussioni, di chiacchiere nei bar e per intere settimane restano al centro dell attenzione di tutti. I casi in cui è l uomo ad uccidere vengono invece dimenticati con la stessa rapidità con cui si getta un giornale vecchio.<o:p> Una delle ragioni per cui questo avviene è certo l assuefazione crescente ad eventi del genere: veniamo a sapere che il tal giorno, nella tale città, un uomo ha ucciso la sua ex moglie o la sua fidanzata; sappiamo che due o tre giorni dopo un altro uomo farà, altrove, la stessa cosa e finiamo per accettare questi eventi come ineluttabili. Tuttavia, come vedremo, <o:p> l&#39;abitudine non costituisce una spiegazione e il clima di assuefazione non basta a spiegare le ragioni di un fenomeno così aberrante.&nbsp;</o:p></o:p></span></dt> <dt class="style9"> <span style="font-family: Times New Roman;" class="style28">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per una spiegazione seria conviene piuttosto considerare che </span> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;" class="style28"> uccidere vuol dire distruggere, eliminare, cancellare. Il tema della morte causata dall uomo alla donna in contesti familiari o affettivi ci riporta immediatamente a un quadro dove a dominare non è semplicemente una occasionale violenza fisica<span style="">&nbsp;</span>o verbale ma piuttosto la cancellazione dell identità e del diritto a una vita indipendente. E vero che in molti di questi casi l autore del delitto agisce in un clima di generale autodistruzione, per cui oltre a uccidere la madre egli uccide anche i figli e conclude uccidendo se stesso. Tuttavia proprio questi casi  in cui la morte della fidanzata, della compagna, della moglie, diventa parte integrante dell autodistruzione dell assassino - rivelano una condizione psicologica in cui la vita della donna è vista come semplice appendice a quella dell uomo.</span><font size="4"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><span style="font-family: Times New Roman;" class="style28"> </span></span> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;" class="style28"> Ecco allora che affrontare il tema delle donne uccise dai loro amanti equivale in primo luogo ad affrontare il tema del diritto a una vita indipendente da parte della donna.<o:p> &nbsp;</o:p> </span></dt> <dt class="style9"> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"> <span style="" class="style28">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span> <font size="4"> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;" class="style28"> Ebbene, il fine del progetto  Francesca da Rimini è in primo luogo quello di scuotere l opinione pubblica e il mondo della cultura per uscire da questo clima in cui eventi devianti e mostruosi vengono accettati come corollario naturale della crisi della nostra società e operare, invece, un tentativo nella direzione dell educazione all orrore e alla inaccettabilità nei confronti di casi del genere.&nbsp;Allo stesso tempo il Progetto mira&nbsp; a comprendere il fenomeno individuando pregiudizi, antichi e moderni che vi stanno alla base, ponendo attenzione sul diritto incondizionato della donna a una completa libertà&nbsp; nella vita intellettuale e di relazione, e&nbsp; riconoscendo le<span style=""> </span>donne come portatrici di una specifica identità culturale e intellettuale, in parte distinta da quella maschile.<o:p>&nbsp;&nbsp; </o:p></span></dt> <dt class="style9"><span class="style28">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><font size="4"><span style="font-family: Times New Roman;" class="style28">&nbsp;</span><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;" class="style28">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo ci porta naturalmente al recupero di tanti spunti che il movimento delle Donne ha sviluppato negli anni  60 e  70. Ma il Progetto Francesca da Rimini mira a portare avanti questi temi senza niente concedere ad atteggiamenti sessisti, o rivendicativi:&nbsp; non si tratta di portare avanti una battaglia &quot;a vantaggio di un sesso&quot; ma una battaglia per uomini e donne assieme, i cui frutti possono e devono essere goduti da entrambi. E&#39; convinzione dei promotori del progetto che gli uomini potrebbero essere i primi ad avvantaggiarsi di una cultura in cui la donna goda pienamente di quel diritto all&#39;indipendenza culturale e intellettuale che per molti secoli le è stata negata.&nbsp; Oggi, nella nostra società, grazie alle battaglie condotte negli anni passati è possibile cominciare a intravedere le meravigliose promesse di un nuova cultura, in cui la donna possa finalmente parlare con piena dignità e libertà:&nbsp; oggi è dato di ascoltare lezioni universitarie di donne, oggi abbiamo il privilegio di avere, anche in Italia, delle donne che sono caposcuola di movimenti culturali. E questo è un grande vantaggio anche e soprattutto per gli uomini che non sono più costretti a una replica costante di un modo di pensare  maschile e possono esplorare nuove strade intellettuali e morali. </span> <span style="font-family: Times New Roman;" class="style28"> Tuttavia molto è il lavoro che deve essere ancora svolto. Lunga e difficile la battaglia . </span> <span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;" class="style28"> Il CDRC, mediante il Progetto Francesca da Rimini intende svolgerla con l&#39;unica arma culturale di cui dispone, il Teatro.</span></dt> <dt> <span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp; </span></dt> </dl> <br> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P> <O:P><b style="mso-bidi-font-weight: normal"> <font SIZE="3" STYLE="font-size: 13pt"> <span style="mso-bidi-font-weight: normal"> <a href="mailto:%20direzione@cdrc.it">CDRC Coro Drammatico Renato Condoleo<br> <br> pages by </span><a href="http://www.wverdi.it"> <img alt="vai al sito del webmaster" src="Pics/wverdilogo.jpg" class="style1" height="32" width="61"></a><br> <center> <p> <a name="fb_share" type="box_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php"> Condividi<script src="http://static.ak.fbcdn.net/connect.php/js/FB.Share" type="text/javascript"></script> <a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="vertical" data-via="CDRC_Firenze"> Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script> <p>&nbsp; <p><!--webbot bot="HTMLMarkup" startspan --> <a href="http://www.2enetworx.com/dev/projects/statcountex.asp" target="_blank" title="Get Your Copy of StatCounteX"> <script type="text/javascript" language="JavaScript"> // Define the location of count.asp // Using a path, you may use this code in any subfolder var file='/statcountex/count.asp'; var d=new Date(); var s=d.getSeconds(); var m=d.getMinutes(); var x=s*m; f='' + escape(document.referrer); if (navigator.appName=='Netscape'){b='NS';} if (navigator.appName=='Microsoft Internet Explorer'){b='MSIE';} if (navigator.appVersion.indexOf('MSIE 3')>0) {b='MSIE';} u='' + escape(document.URL); w=screen.width; h=screen.height; v=navigator.appName; fs = window.screen.fontSmoothingEnabled; if (v != 'Netscape') {c=screen.colorDepth;} else {c=screen.pixelDepth;} j=navigator.javaEnabled(); info='w=' + w + '&h=' + h + '&c=' + c + '&r=' + f + '&u='+ u + '&fs=' + fs + '&b=' + b + '&x=' + x; document.write('<img src="' + file + '?'+info+ '" width=0 height=0 border=0>'); </script></a><noscript><a <img src="/statcountex/count.asp" width=90 height=30 border=0></a> </noscript> </div> </td> </tr> </table> </div> </body> </html>