Rimetti a noi i nostri debiti (usura): uno spettacolo sulla rendita finanziaria
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Rimetti a noi i nostri debiti (USURA)
di Paolo Bussagli
con Paolo Bussagli e Carolina Gentili
regista aiutante Rosa Rita Gallo
musiche arrangiamenti di Fabio Binarelli
21 Aprile; ore 21.30
Unifestival di Macerata
Cortile del
Dip.to di Filosofia  c.so garibaldi, 20

"Oggi le leggi del libero mercato non contan niente più. Contano solo le leggi della libera bisca..."

"Le nazioni impazziscono, si affannano per pagare quei debiti, fanno tagli, aumentano le tasse, la gente si suicida solo perché qualcuno ha giocato..."

 

 

 

logo spettacoloRimetti a noi i nostri debiti (Usura) è il risultato di una rielaborazione completa di un monologo che abbiamo presentato diversi anni fa dal titolo "Usura", quasi interamente fondato sugli scritti di Ezra Pound.  

Lo spettacolo è completamente cambiato: non solo ha modificato il suo testo - che dipende ora dagli scritti di Pound solo in minima parte - ma, soprattutto ha modificato completamente il suo stile, immettendo molte più scene comiche e ben tre canzoni (riarrangiamenti del Maestro Binarelli in stile moderno di brani musicali italiani e inglesi di circa un secolo fa).

Lo spettacolo, per come si presenta in questa nuova versione, è un percorso attraverso il concetto del "fare denaro dal denaro", esplorato in diverse varianti: dal signoraggio sfrenato, alla monetizzazione del debito, fino a giungere a due ambiti che sono cruciali nel nostro sistema economico e finanziario: da un lato il concetto fondante di "prestito di denaro a interesse", dall'altro il concetto di "strumento derivato".

Il concetto di prestito di denaro a interesse viene percorso attraversando la storia della parola "usura": dai tempi di Mosè, e quindi di Platone, e di Aristotele, su su, passando da San Tommaso per arrivare agli albori della modernità; si scopre un mondo in cui per usura si intendeva semplicemente - e si condannava - la possibilità di fare denaro dal denaro stesso. Il mondo moderno ci appare invece come il mondo che ha sanzionato la liceità di questa forma di "fare denaro dal denaro": non solo mantenersi mediante prestiti appare a noi normale, almeno se i tassi di interesse sono nei limiti legali, ma il nostro stesso sistema monetario si fonda su concetti come "credito" e "debito". Un sistema economico che tende a privilegiare sempre più la rendita piuttosto che l'attività produttiva vera e propria e che realizza la sua massima espressone e il suo trionfo nei moderni strumenti finanziari "derivati", che ci appaiono come una vera e propria forma di gioco di azzardo. Ecco dunque che i moderni strumenti finanziari finiscono per incarnare il vero e proprio modello, la vera e propria esaltazione del "fare denaro dal denaro" senza produrre niente. Un tema indubbiamente attualissimo.

Uno spettacolo che, nonostante le difficile nozioni su cui si dibatte è caratterizzato da una notevole freschezza e da giochi di puro divertimento.